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Rateizzare la pena pecuniaria
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ISTANZA PER LA RATEIZZAZIONE DELLA PENA PECUNIARIA

COSA SI INTENDE PER RATEIZZAZIONE DELLA PENA PECUNIARIA

Una sentenza penale di condanna può comportare il pagamento di una somma di denaro (sola o congiunta ad una pena detentiva) denominata pena pecuniaria.
A differenza delle spese di giustizia conseguenti ad una sentenza penale di condanna, la pena pecuniaria non può essere rimessa (ovvero eliminata) ma può essere rateizzata.

QUANDO VIENE CONCESSA LA RATEIZZAZIONE DELLA PENA PECUNIARIA

La rateizzazione della pena pecuniaria può essere concessa direttamente dal giudice in sentenza di condanna (art. 133 ter c.p.) o, successivamente, su domanda dell’interessato e, comunque, solo a chi versa in effettive condizioni economiche tali da non poter adempiere al pagamento della pena in un’unica soluzione.
In ogni caso la rateizzazione, se concessa, non può superare il numero massimo di 30 rate mensili.

LA RICHIESTA DI RATEIZZAZIONE DELLA PENA PECUNIARIA

L’istanza va presentata al Magistrato di Sorveglianza competente per il luogo di residenza o di domicilio  del richiedente (se non è detenuto) o, comunque sulla base della competenza stabilita dall’art. 677 c.p.p., evidenziando la situazione economica che giustifica la rateizzazione, dall’attività lavorativa svolta ed il conseguente stipendio, al possesso o meno di beni immobili o mobili registrati, oltre ad eventuali redditi di familiari residenti con lo stesso richiedente. E’ necessario allegare tutta la documentazione necessaria ad individuare con maggiore precisione gli aspetti sopra indicati.
A seguito del deposito della suddetta istanza, il Magistrato di Sorveglianza fissa l’udienza per la deliberazione. Trattandosi sempre di attività penale la difesa del richiedente è obbligatoria. Pertanto, se il richiedente non ha nominato un difensore di fiducia, verrà assistito per l’udienza da un difensore d’ufficio.
Nel periodo intercorrente tra il deposito dell’istanza e l’udienza, l’Ufficio di Sorveglianza dispone agli organi finanziari e di Polizia Giudiziaria i controlli necessari a constatare l’effettivo stato economico del richiedente.
All’udienza, il Magistrato di Sorveglianza, fatta (di regola) un breve disamina sulla situazione rilevata dalle forze dell’Ordine e sull’istanza presentata dal richiedente, dà la parola alle parti presenti, ovvero il P.M. ed il difensore del richiedente, ed ascolta quest’ultimo se presente.
Sulla base di tutte le considerazioni ed osservazioni sopra riportate il Magistrato valuta se accogliere o meno la richiesta di rateizzazione.

L’Avv. Martino Spimpolo si propone, pertanto, per assistere la persona che intenda chiedere la rateizzazione sia nella redazione dell’apposita istanza, affinché questa sia completa di tutti i suoi elementi necessari al suo accoglimento, sia per la partecipazione all’udienza in qualità di difensore di fiducia. E’, comunque, consigliato affidarsi ad un Avvocato trattandosi di un aspetto estremamente delicato che, se seguito con perizia, può risolvere un rilevante problema economico.   

  

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