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Danni da cose in custodia
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 DANNO DA COSE IN CUSTODIA

Entro la nozione generica di “danno da cose in custodia” rientrano una serie innumerevole di fattispecie di notevole rilevanza pratica.

Per “cose in custodia” si intendono tutti quei beni che sono nella disponibilità di un determinato soggetto, il quale avendone, appunto la disponibilità materiale e giuridica, deve esercitare sulle stesse il controllo e a vigilanza affinché non arrechino danno ad altri.

Ne consegue che quando una cosa che è nella disponibilità di un determinato soggetto cagiona danni a terzi, allora colui che ha la custodia della cosa medesima risponderà del danno patito dal terzo.

Si tratta di una forma cosiddetta di responsabilità oggettiva, dove cioè il Legislatore ha ritenuto la sussistenza della colpa in capo al custode per il danno, a meno che questi non dimostri che esso è avvenuto per caso fortuito, ossia a causa di un evento sottratto alla sua possibilità di intervento.

Di seguito si indicano alcune fattispecie nelle quali la giurisprudenza ha ritenuto sussistente la responsabilità per cose in custodia:

RESPONSABILITA’ DEL CONDOMINIO

  • Responsabilità del condominio in ambito Civile

Ai fini della responsabilità per cose in custodia, si premette che con il termine “condominio” si intende l’ente unitario, custode dei beni e servizi comuni e rappresentato dall’amministratore, diverso ed autonomo rispetto alle singole porzioni di proprietà individuale (appartamenti).

Il condominio, così inteso, è responsabile nei confronti dei singoli condomini (proprietari i ciascuna appartamento) per i danni che ad essi possano derivare dalle parti comuni dell’edificio.

Pertanto in caso di danni ai singoli appartamenti, conseguenti a difetti di manutenzione delle parti comuni (ad esempio danni da infiltrazioni, inadeguata coimbentazione delle strutture perimetrali, lesione del lastrico solare…), ciascun condomino potrà citare il condominio in persona dell’amministratore per vederlo condannare al risarcimento del danno.

Si soggiunge che, ovviamente, se il danno ad una porzione di proprietà esclusiva od anche comune dovesse conseguire alla mancata custodia (intesa perlopiù come mancata manutenzione) di porzioni di proprietà esclusiva di altro condomino sarà questi a dover essere citato per il risarcimento del danno.

Procedimento e tempi:
in sede civile il danneggiato dalla omessa manutenzione della cosa in custodia potrà adire il Tribunale ovvero il Giudice di Pace, a seconda che il danno patito sia da quantificarsi in una somma superiore od inferiore ad € 5.000,00.
Quanto ai tempi, il procedimento avanti al Giudice di Pace si concluderà entro pochi mesi, con un massimo di 3 – 4 udienze, a seconda delle prove che si dovranno acquisire. Avanti al Tribunale, invece, i tempi saranno decisamente più lunghi ed il procedimento potrà concludersi anche dopo uno/due anni, chiaramente per il solo primo grado di giudizio.

  • Responsabilità del condominio in ambito Penale

Va detto che il Condominio oltre ad essere responsabile civilmente potrebbe esserlo anche dal punto di vista penale, laddove la violazione del dovere di custodia e manutenzione conducesse alla rovina od al pericolo di rovina dell’edificio medesimo, con possibilità anche di pericolo per le persone.

In particolare il reato contestato sarà la CONTRAVVENZIONE prevista dall’art. 677 Codice Penale.

Precisamente, la responsabilità penale sussisterà in capo all’amministratore del condominio che abbia omesso di porre in esser l’attività necessaria a sventare la minaccia di rovina delle parti comuni dell’edificio.

In ogni caso, trattandosi di fattispecie depenalizzata, accertata la responsabilità dell’amministratore nei suoi confronti sarà applicata soltanto una sanzione amministrativa pecuniaria; soltanto ove dall’omissione derivi pericolo di danno per le persone, la sanzione potrà consistere alternativamente nell’arresto od in una pena pecuniaria.

Procedimento e tempi:
per ottenere tutela nei casi di rovina/pericolo di rovina di edificio sarà possibile depositare ATTO di DENUNCIA/QUERELA presso la Procura o la locale Stazione dei Carabinieri. I tempi necessari per ottenere una condanna non saranno tuttavia brevi. Si deve tener conto pure del rischio concreto che il Magistrato chieda l’archiviazione.
In caso venga richiesta l’archiviazione, si aprirà una nuova parentesi processuale ove l’offeso potrà far valere le proprie ragioni mediante l’OPPOSIZIONE alla RICHIESTA di ARCHIVIAZIONE.

Chiaramente, lo scopo cui si mira depositando una denuncia - querela è però quello di ottenere il rinvio a giudizio dell’autore del reato con conseguente instaurazione del processo penale vero e proprio. L’offeso potrà COSTITUIRSI PARTE CIVILE avanti al Giudice Penale, ottenendo, così, la condanna dell’imputato non solo alla pena stabilita per il reato commesso ma anche al risarcimento del danno patito dall’offeso.

Si precisa  che, anche ottenuto il rinvio a giudizio, esistono nell’ambito penale delle scelte di tipo processuale che sono rimesse alla valutazione dell’imputato e della parte pubblica (Giudice, Pubblico Ministero) e non coinvolgono la parte civile (ossia l’offeso dal reato).
Nel caso di specie, in particolare vi è la possibilità per la persona indagata per questa contravvenzione nella sua configurazione più grave, ossia laddove derivino danni alle persone, chieda l’oblazione, ovverosia la conversione della pena detentiva in pecuniaria e che tutto si risolva nel pagamento di una somma, con buona pace dell’offeso.
In tali casi può dunque avvenire che la parte civile sia esclusa dal procedimento penale. Chiaramente, questo non comporterà una vanificazione del diritto dell’offeso, per il quale sarà ancora possibile far valere le proprie pretese in sede civile.

Attività svolta da MSconsulenze:
MSconsulenze potrà aiutarvi sia in sede civile sia penale:

  • innanzitutto fornendo CONSULENZA circa l’esistenza nel caso di interesse dei presupposti per la sussistenza di un danno da cose in custodia e circa l’opportunità e la possibilità nel caso specifico di adire il Giudice Civile o Penale.
  • In secondo luogo, scelta la strada da intraprendere, l’attività di MSconsulenze si esplicherà nel senso di redigere gli ATTI GIURIDICI necessari alla tutela dell’Utente e nell’ASSISTENZA nel corso del giudizio.

A tal fine, si prega di inviare circostanziata richiesta, indicando in particolare:

  • luogo, tempo e circostanze di verificazione del fatto causativo del danno;
  • danni patiti, precisando se si tratta di danni alle cose od alle persone;

nonché tutto quant’altro possa rivelarsi utile ai fini dell’inquadramento della fattispecie di interesse.

 

RESPONSABILITA’ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Quante volte accade che l’inadeguata manutenzione del manto stradale provochi danni agli utenti della strada, ovvero che in edifici pubblici, di proprietà di enti locali  (comuni, regioni, province..) vi siano condizioni pericolose per la pubblica incolumità (ad esempio: dislivelli non segnalati, strutture fatiscenti …).

In tutti questi e molti altri casi in cui custode dei beni è la Pubblica Amministrazione parte della Giurisprudenza ha ritenuto che in caso di danni agli utenti causati da detti beni derivi la responsabilità per cose in custodia a carico della Pubblica Amministrazione medesima.

Si precisa che comunque non vi è uniformità in materia, in quanto alcuni Giudici ritengono che in tali fattispecie sia ravvisabile la mera responsabilità extracontrattuale con oneri probatori ben più gravosi a carico del danneggiato.
In ogni caso, l’utente della strada o di edificio pubblico che abbia subito danni usufruendo di dette strutture, danni cagionati dall’inadeguata manutenzione di esse, potrà adire il Giudice civile per chiedere il risarcimento dei danni patiti.

Si precisa, per ragioni di completezza, che anche nel caso di beni appartenenti alla Pubblica Amministrazione, laddove la mancata manutenzione di essi possa comportarne la rovina od il pericolo di rovina anche con consequenziale timore di danni alle persone, l’ente deputato alla manutenzione sarà perseguibile penalmente per la contravvenzione prevista e punita dall’art. 677 Codice Penale.

Procedimento e tempi: il danneggiato potrà adire il Tribunale ovvero il Giudice di Pace, a seconda che il danno patito sia da quantificarsi in una somma superiore od inferiore ad € 5.000,00.

Quanto ai tempi, il procedimento avanti al Giudice di Pace si concluderà entro pochi mesi, con un massimo di 3 – 4 udienze, a seconda delle prove che si dovranno acquisire. Avanti al Tribunale, invece, i tempi saranno decisamente più lunghi ed il procedimento potrà concludersi anche dopo uno/due anni, chiaramente per il solo primo grado di giudizio.

Attività svolta da MSconsulenze: i professionisti di MSconsulenze potranno aiutarvi innanzitutto fornendo CONSULENZA circa la sussistenza nel caso di interesse dei presupposti per la richiesta di risarcimento del danno da cose in custodia.
Quindi nella fase stragiudiziale, mediante la redazione ed il riscontro di DIFFIDE  e LETTERE, sia in nome dell’Utente che del professionista, nonché seguendovi nella trattativa volta alla CONCILIAZIONE della controversia e nella redazione di SCRITTURE PRIVATE ed ATTI di TRANSAZIONE.
In giudizio, mediante la redazione di ATTI GIURIDICI e l’ASSISTENZA nel corso di tutto il procedimento susseguente.
A tal fine, si prega di inviare richiesta contenente compiuta indicazione delle problematiche del caso di interesse, precisando in particolare:

  •  luogo, tempo e circostanze di verificazione del fatto causativo del danno;
  • danni patiti, precisando se si tratta di danni alle cose od alle persone

nonché tutto quanto possa rivelarsi utile al fine del migliore inquadramento della fattispecie di interesse dell’Utente.


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