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Titolo XI
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Delitti contro la famiglia

Il codice penale, nella parole “famiglia” ricomprende tutti gli aspetti che ruotano attorno al concetto di famiglia, ovvero: il matrimonio, la morale familiare, lo stato di famiglia e l’assistenza familiare.

La famiglia ha un ruolo fondamentale nella struttura dello Stato italiano, importanza ribadita anche a livello costituzionale agli artt. 29-31 Cost..
In particolare, l’ art. 29 Cost sancisce che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio….il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.
L’art. 30 Cost. afferma, inoltre, che “è dovere dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio…..la legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia”.

Fra i delitti contro il matrimonio si ricorda:

  • L’ art. 556 c.p. (bigamia) che prevede la punibilità sia di colui che contrae un nuovo matrimonio pur essendo già sposato civilmente (c.d. bigamia propria), sia di colui che, libero, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio con effetti civili (c.d. bigamia impropria).
  • Fra i delitti contro la morale familiare si ricorda l’incesto disciplinato dall’art. 564 c.p. in base al quale è punito “chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente, o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello”.
  • Nei delitti contro l’assistenza familiare, importante è l’art. 570 c.p. relativo alla violazione degli obblighi di assistenza familiare. Prevede la punibilità di “chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge”. Punisce, inoltre, “chiunque malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge” e “chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore”.
  • L’art. 571 c.p. (abuso dei mezzi di correzione o di disciplina) punisce, invece, “chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, se da tale abuso deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente”.
  • Ancora, all’art. 572 c.p. vengono sanzionati i maltrattamenti in famiglia verso i fanciulli prevedendo la punibilità per “chiunque, fuori dai casi indicati all’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte”.
  

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