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Titolo XII
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Delitti contro la persona

Categoria assai ampia di delitti che comprende i delitti contro la vita e l’incolumità individuale, i delitti contro l’onore e i delitti contro la libertà individuale (che si suddividono a loro volta in delitti contro la personalità individuale, contro la libertà personale, contro l’inviolabilità del domicilio, contro l’inviolabilità dei segreti).

A) delitti contro la vita e l’incolumità individuale:

L’omicidio (artt. 575 e segg.) è quel delitto in base al quale è punito “chiunque cagiona la morte di un uomo”.
Può essere doloso (art. 575 c.p.) quando la morte di un altro uomo è stata cagionata volontariamente;
può essere preterintenzionale (art. 584 c.p.) quando la morte di un uomo è conseguenza di atti diretti a cagionare percosse o lesioni;
può essere colposo (art. 589 c.p.) quando la morte di un uomo è stata cagionata per colpa e cioè per negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di leggi o regolamenti. Anche le percosse costituiscono reato per la legge penale italiana.

 All’art. 581 c.p., infatti, viene punito chiunque “perquota” qualcuno, purché dal fatto non ne derivi una malattia nel corpo o nella mente.

In tal ultimo caso, infatti, trova applicazione l’art. 582 c.p. (lesione personale dolosa) in base al quale è punito “chi cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale derivi una malattia nel corpo e nella mente”. La lesione può essere lievissima (malattia che ha una durata non superiore a 20 gg.), lieve (malattia con durata compresa tra i 21 e i 40 gg.).
La lesione può poi essere grave e gravissima (art. 583 c.p.) a seconda che dal fatto derivi una malattia che metta in pericolo la vita o che comunque sia in grado di procurare un’incapacità a svolgere le ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 gg. (in tal caso di parla di lesione grave), o che dal fatto derivi una malattia certamente o probabilmente insanabile, o la perdita di un senso, o di un arto o la deformazione o sfregio permanente del viso (è questa l’ipotesi della lesione gravissima).
La lesione personale, oltre che dolosa (artt. 582 e 583 c.p.) può essere anche colposa (art. 590 c.p.). E’, cioè, causata da imprudenza, negligenza, imperizia o inosservanza di leggi o regolamenti; come per la lesione dolosa, anche la colposa può essere lieve, grave e gravissima.

B) delitti contro l’onore:

qui il c.p. intende tutelare la dignità sociale di ogni cittadino.
In particolare, il delitto di ingiuria (art. 594 c.p.) stabilisce che è punito “chiunque offenda l’onore o il decoro di una persona presente”; all’ipotesi semplice di ingiuria appena evidenziata, si affiancano due aggravanti previste ai commi 3 e 4 del citato articolo: il primo caso è quello che attiene “all’attribuzione di un fatto offensivo determinato”; il secondo caso attiene “all’aver commesso il fatto alla presenza di più persone”. Il delitto di diffamazione (art. 595 c.p.), invece, sancisce la punibilità di colui che “comunicando con più persone, offende la reputazione di una persona non presente”. Anche in questo caso sono previste delle aggravanti sempre elencate nel medesimo articolo e sono: “l’attribuzione di un fatto determinato”, “l’offesa arrecata a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità o in atto pubblico” e “l’offesa arrecata ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio.”

C) delitti contro la libertà individuale

qui la tutela è volta alla persona. Da ricordare sicuramente la repressione dei fenomeni legati alla pedofilia: all’art. 600 bis c.p. (prostituzione minorile) viene punito al I comma colui che “sfrutta, induce o favorisce la prostituzione minorile” e al II comma colui che “consuma con il minore l’atto sessuale”. Per questo delitto è fondamentale l’aspetto dell’età del soggetto passivo: per il I comma, infatti, è sufficiente essere minori degli anni 18, mentre per il II comma se il minore ha più di 16 anni il reato non sussiste e, se ha meno di 14 anni, ricorre il più grave reato di cui all’art. 609 quater n. 1 c.p. (violenza sessuale presunta). Quest’ultima ipotesi si prefigura anche nel caso in cui il minore abbia un’età compresa tra 14 e 16 anni qualora a compiere il delitto sia il genitore, il tutore ecc.. L’art. 600 quinquies c.p. punisce il c.d. turismo sessuale ai danni dei minori.

A tutela della libertà personale in senso stretto, l'art. 605 c.p. esplica l'ipotesi delittuosa del sequestro di persona, ovvero quella forma di reato in cui taluno priva altra persona della libertà personale.
L’art. 609 bis c.p. è dedicato, invece, alla violenza sessuale, articolo che punisce varie condotte di reato a seconda che il soggetto agente abusi della propria autorità o abusi delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto o nell’ipotesi in cui tragga in inganno la persona offesa per essersi sostituito ad altra persona.
All’art. 609 octies c.p. viene punita la violenza sessuale di gruppo ipotesi delittuosa compiuta da più persone riunite che compiono atti di violenza sessuale di cui all’art. 609 bis c.p..

A tutela della libertà morale si evidenzia il delitto di violenza privata di cui all’art. 610 c.p. ove viene punito colui che “con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualcosa”.
L’art. 612 c.p. (minaccia) consiste nel fatto di chiunque “minaccia ad altri un ingiusto danno”.

L’inviolabilità del domicilio è tutelata, in particolare, dall’art. 614 c.p. (violazione di domicilio) ove viene punito chi “si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha diritto di escluderlo, o si introduca in tali luoghi clandestinamente o con inganno” e chi “si trattiene nei luoghi suddetti contro l’espressa volontà di chi ha diritto di escluderlo o vi si intrattiene o con inganno o clandestinamente”.

Nei delitti contro la persona rientra anche l’inviolabilità dei segreti, over per “segreto” si intende tutto ciò che è strettamente personale o, al più di poche persone determinate ed esclusive.
Tipico caso di violazione di segreto è previsto dall’art. 616 c.p. (violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza) che prevede tre ipotesi delittuose: “chi prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa a lui non diretta, chi sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, chi distrugge o sopprime, in tutto o in parte, corrispondenza a lui non diretta”.
Strettamente collegato alla citata disposizione è l’art. 618 c.p. (rivelazione del contenuto di corrispondenza) il quale fissa la punibilità per colui che, “al di fuori delle ipotesi previste nell’art. 616 c.p., essendo venuto abusivamente a conoscenza del contenuto di una corrispondenza a lui non diretta, che doveva rimanere segreta, senza giusta causa, lo rivela, in tutto o in parte, facendone così derivare un nocumento”.

  

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