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Titolo II
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Delitti contro la Pubblica Amministrazione

Qui si distingue in particolare tra delitti compiuti dai Pubblici Ufficiali contro la P.A. e delitti compiuti da privati contro la P.A..
Scopo prefisso dalle norme di questo titolo è la tutela del corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione.

Chi è il Pubblico Ufficiale?
L’art. 357 c.p. definisce p.u. “coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della p.a. o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi”.

Persona incaricata di un Pubblico servizio è, invece, “colui il quale, a qualunque titolo, presta un pubblico servizio ovvero un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale” (art. 358 c.p.).

L’art. 359 c.p. dà la definizione di Persone esercenti un servizio di pubblica necessità alle quali appartengono :
I- “i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi”;
II- “i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della P.A.”.

Fra i delitti da ricordare:

  1. Art. 314 c.p. (peculato) “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio, il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria”.
    Il II comma esplica la figura del c.d. peculato d’uso che si ha quando l’agente si è appropriato della cosa “al solo scopo di farne uso momentaneo e, dopo tale uso momentaneo, la restituisca immediatamente”.
  2. Art. 317 c.p. (concussione) “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità”.
  • Gli artt. dal 318 al 322 c.p. disciplinano l’ipotesi delittuosa della “corruzione” che, in generale può essere definita come “un accordo fra un pubblico funzionario e un privato , in forza del quale il primo accetta dal secondo, per un atto relativo all’esercizio delle sue attribuzioni, un compenso che non gli è dovuto”. La corruzione può essere “propria” quando ha ad oggetto un atto contrario ai doveri d’ufficio o “impropria” quando ha ad oggetto un atto d’ufficio.
  • L’ art. 323 c.p. tratta “l’abuso d’ufficio” ovvero, “salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di legge  o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità”.
  

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