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Annullamento del matrimonio
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ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO

Il matrimonio contratto tra due persone ed avente effetti civili può venir meno, oltre che nel caso della separazione ed in quello della cessazione degli effetti civili (divorzio) anche per l’annullamento di esso.


Annullamento del matrimonio civile

88066_7760.jpgDi annullamento del matrimonio si parla nelle ipotesi in cui vi è stata, da parte di uno od entrambi i coniugi, la violazione di norme fondamentali stabilite dal Legislatore per la valida celebrazione delle nozze. In tali casi, dunque, è prevista la possibilità per taluni soggetti determinati di impugnare il matrimonio, chiedendo che il Giudice ne dichiari la nullità.

Chiaramente, il Legislatore non poteva non tener conto in questi casi della rilevanza assunta da quei legami e rapporti di ordine personale e patrimoniale che si sono instaurati tra i due coniugi e tra questi ed i figli  da loro procreati nel periodo intercorso tra la celebrazione delle nozze e la dichiarazione giudiziale di annullamento.
A tal fine viene in rilievo la nozione di “MATRIMONIO PUTATIVO” per la quale la dichiarazione di nullità del matrimonio non retroagisce alla data di celebrazione ma, al contrario, gli effetti di esso si producono per  entrambi i coniugi fino alla sentenza che ne dichiara la nullità.
Ciò, però, si verifica solo se i coniugi erano in buona fede al momento delle nozze ovvero se il loro consenso allo sposalizio è stato estorto con violenza o è derivato da timore di eccezionale gravità. 
Inoltre, sempre al ricorrere delle condizioni appena dette, qualora sia dimostrato che uno dei coniugi non gode di adeguati redditi propri, il Giudice, con la sentenza dichiarativa della nullità del matrimonio, potrà disporre a carico dell’altro coniuge l’obbligo di corrispondere somme periodiche di denaro in proporzione alle sue sostanze e per un massimo di tre anni.

Quanto  ai figli nati in costanza di matrimonio, ovvero concepiti o riconosciuti prima della sentenza che ne dichiara la nullità, nei loro confronti si produrranno sempre gli effetti del matrimonio valido, anche a prescindere dalla buona fede dei coniugi. Per quanto riguarda i provvedimenti relativi all’affidamento e mantenimento dei figli si applicano, anche in questo caso, le norme relative alla separazione dei coniugi.

Specifiche disposizioni sono poi dettate per il caso in cui la nullità del matrimonio dipenda in via esclusiva dal comportamento di uno dei coniugi o di un terzo.
In tal caso, fermo restando quanto sopra riguardo ai figli, è prevista la corresponsione di una congrua indennità in favore del coniuge in buona fede ed a carico dell’altro coniuge ovvero del terzo, che ha dato causa o contribuito a dare causa alla nullità, o di entrambi.

Vediamo quindi una breve rassegna delle ragioni che possono portare all’annullamento del matrimonio, precisando che nella specie si tratta del venir meno degli effetti civili del matrimonio, mentre per quanto riguarda l’annullamento del matrimonio per il diritto ecclesiastico se ne accennerà in apposita sezione:

  •  matrimonio contratto da chi era già sposato con altra persona se detto matrimonio era ancora valido e non sciolto al momento delle nozze (art. 86 c.c.);
  • matrimonio contratto tra ascendenti e discendenti in linea retta, legittimi o naturali, di una stessa persona ovvero tra fratelli e sorelle germani, consanguinei o uterini; è inoltre annullabile il matrimonio contratto tra zio e nipote e viceversa, tra affini in linea retta o collaterale di secondo grado, tra adottante ed adottato, tra i figli adottivi di una stessa persona, tra adottato e coniuge dell’adottante e viceversa, ma in tali ultimi casi solo se il matrimonio è stato contratto in assenza della dispensa prevista dalla legge (art. 87  c.c.);
  •  matrimonio contratto da persone delle quali l’una è stata condannata per l’omicidio consumato o tentato nei confronti del coniuge dell’altra (art. 88 c.c.);
  •  matrimonio contratto dal minore d’età non emancipato (art. 84 c.c.);
  • matrimonio contratto dalla donna prima che siano decorsi i 300 giorni dallo scioglimento/annullamento/cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio; poiché il divieto è dettato al fine di evitare possibili contrasti circa la paternità della prole, esso non ricorre nei casi in cui il matrimonio sia venuto meno per incapacità a generare del marito o se si sia ottenuta la prescritta autorizzazione dal Tribunale che abbia escluso la stato di gravidanza della donna (art. 89 c.c.) ;
  • matrimonio contratto dall’interdetto;
  •  matrimonio contratto dal coniuge in stato di incapacità d’intendere e di volere per qualunque causa, anche transitoria;
  • matrimonio ove il consenso è stato estorto al coniuge con violenza o determinato da timore di eccezionale gravità;
  • matrimonio contratto per l’effetto di errore sulla identità ovvero da errore essenziale sulle qualità personali dell’altro coniuge (malattia fisica/psichica o anomalia/deviazione sessuale tali da impedire lo svolgimento della vita coniugale –intervenuta condanna del coniuge per delitto non colposo alla reclusione non inferiore a cinque anni, salvo il caso di intervenuta riabilitazione prima della celebrazione del matrimonio – dichiarazione di delinquenza abituale o professionale – intervenuta condanna del coniuge per delitti concernenti la prostituzione a pena non inferiore  a due anni – stato di gravidanza causato da persona diversa dal soggetto caduto in errore, purché vi sia stato disconoscimento se la gravidanza è stata portata a termine);
  •  simulazione del matrimonio, quando, cioè, i coniugi abbiano concordemente deciso di contrarre matrimonio stabilendo però di non adempiere i doveri e di non esercitare i diritti  da esso derivanti.

Procedimento e tempi: l’istanza per l’annullamento del matrimonio può essere proposta da diversi soggetti previsti dalla legge, tra cui, in via esemplificativa, si indicano: i coniugi stessi, gli ascendenti ed i discendenti il tutore del coniuge, il coniuge del coniuge che ha illegittimamente contratto il nuovo matrimonio.
Il procedimento è quello ordinario, pertanto i tempi possono essere anche particolarmente lunghi, considerato soprattutto la delicatezza della materia e della conseguente istruttoria, che sovente potrà condurre ad accertamenti peritali di tipo medico/legale od altro, a seconda della ragione di invalidità azionata. In ogni caso, proposta la domanda per la dichiarazione di nullità del matrimonio, su istanza dei coniugi, il Tribunale potrà ordinarne la separazione temporanea in pendenza di giudizio. 

Necessità della presenza del difensore: è necessaria l’assistenza del difensore.

Attività prestata da MSconsulenze: MSconsulenze potrà prestare la sua attività nella redazione degli ATTI GIURIDICI necessari all’instaurazione  del procedimento per la dichiarazione di annullamento del matrimonio ovvero per resistere nello stesso se convenuti ed assistervi nella susseguente procedura.

Oltre a ciò, importante ruolo riveste in questo delicato settore la CONSULENZA che si renderà particolarmente necessaria per valutare nel caso concreto quale sia la strada ottimale da intraprendere, ovvero se sia opportuno optare per l’annullamento del matrimonio oppure per la separazione e quindi il divorzio dei coniugi, oltre alla valutazione degli aspetti religiosi e dunque alla possibilità di chiedere l’annullamento religioso e la conseguente delibazione della sentenza di nullità ecclesiastica, descritta in sezione apposita.

Al fine di consentire la prestazione di una consulenza approfondita ed puntuale con riferimento al caso di specie, l’Utente è pregato di inviare apposita richiesta contenente in particolare i seguenti dati:

  • data della celebrazione delle nozze;
  • stato attuale dei coniugi (se conviventi o meno, se entrambi in vita);
  • luogo di residenza dei coniugi e del richiedente se diverso;
  • presenza di figli minori, legittimi, legittimati, adottivi, naturali riconosciuti ed eventuali richieste in ordine all’affidamento dei medesimi, nonché esistenza di figli maggiori d’età indicando se economicamente indipendenti o meno;
  • ragione della ritenuta nullità (vedasi elenco di cui sopra: minore età, interdizione, vincolo di precedente matrimonio, rapporto di parentela/ affinità/ adozione, vincolo da delitto, mancato rispetto del lutto vedovile, incapacità, vizi del consenso, errore sulle qualità dell’altro coniuge, simulazione);
  • rapporto in essere tra il richiedente la consulenza ed i coniugi o uno di essi; 
  • condizioni economiche dei coniugi (necessità della corresponsione di somme per il mantenimento, assegnazione di immobili ed altro);

nonché tutto quanto si renda necessario ai fini della chiarificazione del caso di specie, in ragione delle particolarità che gli sono proprie.

  

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