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Tutela del conduttore inquilino
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TUTELA DEL CONDUTTORE - INQUILINO

Sulla tutela del conduttore è necessario innanzitutto fare una premessa.

Chiaramente, i casi in cui più di frequente si ravviserà la necessità di tutelare le ragioni dell'inquilino saranno quelli in cui quest'ultimo viene chiamato in giudizio dal proprietario dell'immobile che lo cita con ricorso per la convalida della LICENZA o DELLO SFRATTO PER FINITA LOCAZIONE O PER MOROSITA'.
In tali ipotesi il mezzo per tutelare le ragioni del conduttore è quello dell'opposizione alla detta ordinanza, a seguito della quale si aprirà un procedimento nel merito con il rito del lavoro (caratterizzato da maggiore speditezza rispetto al rito ordinario. Per chiarimenti sul punto si rinvia alla sezione a ciò dedicata: LICENZA O SFRATTO PER FINITA LOCAZIONE O PER MOROSITA'.

Quanto alle iniziative giudiziarie autonomamente esperibili dal conduttore - inquilino, si precisa quanto segue in ordine all'impugnazione del contratto per ipotesi di nullità dello stesso e rimedi in caso di vizi dell'immobile concesso in locazione:

1. LA NULLITA' DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE E/O DI SINGOLE CLAUSOLE SE IL CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO NON HA FORMA SCRITTA
Il conduttore, che dimostri che l'instaurazione del contratto di mero fatto, privo della forma scritta, è stata pretesa dal locatore, potrà agire entro 6 mesi dalla riconsegna dell'immobile chiedendo al Giudice che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi (vedasi in proposito la sezione CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO) in tal caso anche la determinazione dell'importo del canone è rimessa al Giudice.
SE E' STATO STIPULATO UN PATTO CHE PREVEDE LA CORRESPONSIONE DI UN CANONE SUPERIORE A QUELLO RISULTANTE DAL CONTRATTO, il conduttore potrà agire entro 6 mesi dalla riconsegna dell'immobile chiedendo la restituzione di quanto pagato in eccesso rispetto al canone risultante dal contratto. Il conduttore potrà altresì chiedere al Giudice che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi (vedasi in proposito la sezione CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO).

2. I VIZI DELL'IMMOBILE DATO IN LOCAZIONE
Se nell'immobile locato vi sono dei vizi che non erano conosciuti dal conduttore al momento della consegna del bene e tali da pregiudicare l'idoneità del bene medesimo a servire all'uso stabilito, il conduttore - inquilino potrà agire per la RISOLUZIONE DEL CONTRATTO o la RIDUZIONE DEL CORRISPETTIVO in modo proporzionale alla diminuita possibilità di utilizzo del medesimo.
Il ricorso al rimedio della RISOLUZIONE DEL CONTRATTO o la RIDUZIONE DEL CORRISPETTIVO pattuito è altresì ammesso per il caso di vizi sopravvenuti dopo la consegna dell'immobile. Inoltre il conduttore potrà sempre agire per la RISOLUZIONE in caso di vizi, ancorchè a lui noti, che possano pregiudicare la salute del medesimo o dei suoi familiari/conviventi o dipendenti.
Sul punto vedasi la sezione dedicata alla RISOLUZIONE DEL CONTRATTO.

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